L'ECONOMIA DEI PRODOTTI FORESTALI NON LEGNOSI. UN CASO DI STUDIO: JESSENIA BATAUA (MART.) BURRET IN ECUADOR

Daria Maso

 

Ai Prodotti Forestali Non Legnosi viene attualmente riconosciuta, in tutto il mondo, una grande importanza come fonte di reddito a tutti i livelli: da quello della sus­si­sten­­za a quello degli scambi nei mercati internazionali.

Si tratta di un genere che comprende prodotti dei tipi più diversi (frutti, fibre vege­ta­li, piante medicinali, selvaggina…) e in numero molto elevato.

La concentrazione per unità di superficie di questi prodotti raggiunge i livelli più alti nelle foreste tropicali, ma essi sono comunque presenti in qualsiasi zona vegetata del mondo.

Oltre alla grande rilevanza economica, i PFNL sono importanti anche a livello so­ciale e ambientale. Infatti, in quest’ultimo caso, la loro produzione è vista spesso co­me una soluzione per ottenere proventi da un bosco contribuendo contempo­ra­nea­mente alla sua salvaguardia.

La Jessenia bataua (o ungurahua, come viene comunemente chiamata in spagnolo) è u­na specie di palma della foresta amazzonica che viene utilizzata da vari gruppi indi­geni per la produzione di diversi prodotti. In Ecuador, nella regione Pastaza, i suoi frutti vengono tradizionalmente usati dagli indigeni Achuar per produrre un olio che poi im­piegano in vario modo: come condimento, come combustibile per le lampade a o­lio, come lubrificante, come cosmetico per la cura dei capelli.

La comunità Achuar di Yutsuntsa, che sorge nel mezzo della foresta ed è rag­giun­gi­bile dalle città vicine solo per via aerea, da qualche anno vende parte della sua pro­duzione di olio all’esterno della foresta grazie all’intervento e al sostegno della Fun­da­ción Chankuap’, una ONG locale. Da questa “esportazione” le quattordici fa­mi­glie componenti la comunità ricavano la quasi totalità degli scarsi redditi di cui di­spongono per far fronte alle spese (quali vestiario e materiali scolastici, e poi me­di­cinali e voli aerei per l’esterno) introdotte a partire dall’arrivo dei primi missionari ne­­­gli anni Settanta.

Con questa tesi si è voluta verificare l’effettiva esistenza di un mercato per tale pro­dotto e valutare come dovrà essere organizzata in futuro la produzione affinché sia assicurata la sostenibilità sociale, economica e ambientale del sistema.

I dati relativi all’aspetto economico sono stati raccolti durante un periodo di colla­bo­razione in loco con la Fundación Chankuap’, fondamentale anche per controllare lo sta­to attuale dell’organizzazione dell’attività produttiva e per capire le condizioni di la­­vo­ro in una realtà senz’altro diversa da quella italiana com’è quella ecuadoriana.

Inoltre, durante il periodo trascorso in Ecuador, è stato possibile effettuare anche un sopralluogo nella foresta, presso la comunità di Yutsuntsa, che ha permesso di cono­scere direttamente gli indigeni che provvedono alla gestione e all’utilizzo della risor­sa forestale Jessenia bataua e di verificare la situazione attuale, in termini di con­si­stenza e di distribuzione, di tale specie in loco.  

Infatti è risultato chiaro fin dall’inizio che quasi nulli erano i dati previamente rac­col­ti e che gli altri studi e materiali già esistenti relativi a Jessenia bataua si riferiscono a luo­ghi e contesti ben diversi da quello in questione. 

Dopo aver verificato l’esistenza del mercato e delle sue potenzialità di espansione (esistono già delle richieste da parte di compratori stranieri), ci si è quindi concentra­ti sulle azioni necessarie per garantire la produzione.

Ecco allora che si è potuto constatare l’effettivo interesse da parte di tutti gli abitanti di Yutsuntsa a produrre l’olio e, soprattutto, a mettere in pratica quanto necessario per garantire una accorta gestione della risorsa forestale; e, naturalmente, la presenza di una disponibilità di frutti sufficiente a sostenere la produzione attuale.

Infine, dopo aver valutato la principale innovazione proposta dalla Fundación Chan­kuap’, ovvero l’introduzione di una pressa per migliorare il rendimento in olio della fase estrattiva e quindi aumentare la produttività del sistema, ci si è concentrati sulla necessità di garantire che la presenza di Jessenia bataua nella foresta non venga messa in pericolo dall’attuale sistema di raccolta dei frutti che prevede l’ab­bat­ti­mento del­l’albero.

Per questo è stato predisposto un piano di gestione della specie che prevede la rea­liz­zazione di piccole piantagioni (secondo i criteri dei sistemi agroforestali) nelle aree attualmente libere da vegetazione arborea. Tali nuove piantagioni dovrebbero infatti assicurare la presenza continua di frutti, nonostante l’abbattimento degli albe­ri, e, contemporaneamente, diminuire la pressione che si sta attualmente esercitando, in modo non a lungo sostenibile, sulla componente di Jessenia bataua spontaneamente presente nel bosco.